Mondo patente
Le maggiori criticità per i neopatentati
27/05/2019

Dopo aver visto quali sono i fattori cognitivi implicati nel comportamento alla guida, oggi parliamo dei giovani neopatentati e della loro percezione del rischio.

Alcune ricerche hanno rilevato che i soggetti dai 18 ai 32 anni hanno in genere una bassa percezione del rischio e quindi maggiori probabilità di essere coinvolti in incidenti stradali. Per molti conducenti, in particolare durante la loro prima età adulta, l’incidente è considerato un evento raro e ‘lontano da sé’. L’esuberanza della giovane età e, a volte, il poco giudizio critico, determinano un atteggiamento ‘estraneo’ al pericolo. In Italia un numero rilevante di incidenti è attribuibile a una non corretta valutazione del rischio, a violazioni del codice stradale, a dimenticanze, disattenzioni ed errate valutazioni.

I giovani neopatentati quindi sono spesso propensi a pensare che l’incidente è qualcosa che succede sempre ad altri. La scarsa valutazione del pericolo e l’inesperienza sono spesso fattori che influiscono sul comportamento poco sicuro alla guida.

IL PROFILO DEL CONDUCENTE INESPERTO

I comportamenti più diffusi:

  • Pone attenzione su una porzione di campo visivo ridotto, prevalentemente frontale a sé, riducendo la visione laterale e periferica; raramente utilizza gli specchietti retrovisori;
  • Ha tempi di elaborazione delle informazioni stradali più lenti;
  • Tende a percepire l'ambiente stradale in segmenti e non nella sua totalità;
  • Ha una minore capacità di anticipare i pericoli stradali, riuscendo a cogliere con minore competenza le intenzioni degli altri guidatori;
  • Sottovaluta spesso la stanchezza, lo stress, gli stati emotivi, etc.

È importante, per tutti gli automobilisti siano essi principianti o esperti, avere la capacità di identificare situazioni particolarmente rischiose e attivare la “modalità sicurezza” cercando sempre di anticipare eventuali pericoli.